Il vetro stratificato antisfondamento è una vetratura composta da due o più lastre di vetro unite da intercalari plastici — tipicamente PVB (polivinilbutirrale) o ionoplast come SentryGlas (SGP) — che trattengono i frammenti in caso di rottura. Quando il vetro si rompe, i cocci restano incollati all'intercalare invece di cadere o proiettarsi: questo è il principio che lo rende adatto a finestre a piano terra, lucernari, vetrate a tutta altezza e qualsiasi apertura dove un impatto accidentale o un tentativo di effrazione potrebbe causare danni a persone o cose.
Non tutti i "vetri di sicurezza" sono uguali. Il vetro temprato si frantuma in piccoli pezzi relativamente innocui, ma non trattiene i frammenti e non offre resistenza all'effrazione. Il vetro stratificato, invece, mantiene l'integrità della lastra anche dopo la rottura, garantendo una barriera fisica residua. Quando soddisfa i requisiti delle norme EN 356 e EN 12600, viene classificato come vetro di sicurezza antisfondamento o antieffrazione a seconda del livello di prestazione raggiunto.
Prima di scegliere, tieni a mente tre riferimenti:
- Norme di riferimento: UNI 7697:2021 (prescrizioni per l'uso del vetro in edilizia), EN 356 (resistenza all'effrazione, classi P1A–P8B), EN 12600 (resistenza agli urti accidentali, classi 1B1–3B3).
- Intercalari principali: PVB standard (0,38 mm o 0,76 mm), PVB acustico, ionoplast SGP/SentryGlas (più rigido, maggiore resistenza all'effrazione).
- Stratigrafie comuni: 33.1 (3+3 mm, intercalare 0,38 mm), 44.2 (4+4 mm, intercalare 0,76 mm), 66.2 (6+6 mm, intercalare 0,76 mm) — la nomenclatura indica spessore lastre e numero di intercalari.
Punti chiave
Il vetro stratificato antisfondamento raggiunge le prestazioni dichiarate solo quando stratigrafia, intercalare, classe EN e posa sono scelti in modo coerente con il rischio reale e i limiti strutturali del serramento.
| Punto | Dettagli |
|---|---|
| Scegli la classe EN giusta | P3A–P4A copre la maggior parte dei rischi residenziali senza sovraccaricare il telaio. |
| Verifica sempre i certificati | Chiedi il certificato di prova EN da laboratorio accreditato, non solo la dichiarazione del produttore. |
| Intercalare e spessore contano | SGP offre maggiore rigidezza rispetto al PVB; PVB acustico migliora l'isolamento sonoro fino a 7 dB in vetrocamera. |
| Posa e telaio sono parte della prestazione | Un vetro certificato P4A installato male può non superare le prestazioni di un P2A. |
| Tomellini per produzione e posa | Dal 1978, oltre 80.000 serramenti installati con sopralluogo tecnico, certificati EN e posa verificata. |
Indice
- Come è fatto il vetro stratificato antisfondamento e come si rompe
- Tipologie e classificazioni: antinfortunistico, antisfondamento e antieffrazione
- Spessori e stratigrafie: cosa significano 33.1, 44.2 e 66.2
- Normative e certificazioni da conoscere prima dell'acquisto
- Come leggere le prestazioni: impatto accidentale, sfondamento ed effrazione
- Prestazioni acustiche e termiche: stratificato, intercalari speciali e vetrocamera
- Posa, limiti strutturali e compatibilità con gli infissi
- Prezzi indicativi e fattori che influenzano il costo
- Checklist pratica: come scegliere il vetro stratificato per la tua finestra
- Perché affidarsi a un produttore e posatore qualificato
- Tomellini: dalla consulenza tecnica alla posa certificata
- FAQ
- Fonti
Come è fatto il vetro stratificato antisfondamento e come si rompe
Il processo di stratificazione prevede l'accoppiamento di due o più lastre di vetro float, temperato o indurito con uno o più strati di intercalare plastico, poi sottoposto a calore e pressione in autoclave. L'intercalare più diffuso è il PVB, disponibile in spessori da 0,38 mm fino a 1,52 mm; per applicazioni ad alta resistenza si usa l'ionoplast SGP (SentryGlas di Kuraray), che offre una rigidezza circa 100 volte superiore al PVB tradizionale e mantiene le prestazioni anche a temperature elevate.
Alla rottura, lo stratificato non libera frammenti. I cocci restano aderenti all'intercalare, che si deforma ma non cede. Questo comportamento riduce il rischio di lacerazioni da vetro proiettato e mantiene una barriera fisica residua anche dopo l'impatto — un vantaggio decisivo rispetto al vetro non trattato o al vetro temprato.
Il confronto con il temprato è spesso frainteso. Il temprato si rompe in granuli relativamente innocui, ma al momento della rottura la lastra perde completamente la sua funzione di chiusura: l'apertura rimane sguarnita. Lo stratificato, invece, può continuare a proteggere l'ambiente anche dopo un impatto violento. La norma UNI 7697:2021 individua situazioni specifiche in cui il vetro temprato non è applicabile, mentre lo stratificato resta idoneo in molti più contesti, inclusi lucernari, parapetti e vetrate inclinate.
Tipologie e classificazioni: antinfortunistico, antisfondamento e antieffrazione
Le tre categorie rispondono a rischi diversi e si misurano con prove diverse.
Antinfortunistico (EN 12600): misura la resistenza a un impatto accidentale simulato con un pendolo a doppio pneumatico. Le classi vanno da 3B3 (bassa resistenza) a 1B1 (alta resistenza). Serve dove una persona potrebbe cadere contro il vetro: porte, pareti vetrate, box doccia, finestre basse.
Antisfondamento (EN 356, classi P1A–P4A): misura la resistenza a impatti ripetuti con una sfera d'acciaio da 4,11 kg caduta da altezze crescenti. Le classi P1A–P4A coprono scenari di vandalismo e tentativi di sfondamento non organizzati.

Antieffrazione (EN 356, classi P5A–P8B): misura la resistenza ad attacchi con utensili (martello, scalpello, ascia) per un tempo definito. P5A richiede 1 minuto di resistenza; P8B arriva a 5 minuti con attrezzi pesanti. Queste classi si usano per banche, gioiellerie, abitazioni in zone ad alto rischio.
| Classe | Norma | Tipo di prova | Uso consigliato | Limite applicativo |
|---|---|---|---|---|
| 1B1 | EN 12600 | Pendolo, bassa energia | Porte interne, vetrate pedonali | Non protegge da effrazione |
| 2B2 | EN 12600 | Pendolo, media energia | Finestre standard, pareti vetrate | Non protegge da effrazione |
| P1A–P2A | EN 356 | Sfera d'acciaio, bassa altezza | Finestre piano terra, scuole | Resistenza limitata a vandalismo lieve |
| P3A–P4A | EN 356 | Sfera d'acciaio, alta altezza | Negozi, abitazioni a rischio medio | Non sostituisce inferriate |
| P5A–P6B | EN 356 | Attacco con utensili, 1–3 min | Banche, gioiellerie, uffici | Richiede telaio rinforzato |
| P7B–P8B | EN 356 | Attacco con utensili, 5 min | Ambienti ad alto rischio | Peso elevato, struttura dedicata |
Per una finestra residenziale a piano terra in zona urbana, la classe P3A o P4A offre un equilibrio ragionevole tra protezione e peso gestibile dal serramento standard.
Spessori e stratigrafie: cosa significano 33.1, 44.2 e 66.2
Quindi 33.1 significa due lastre da 3 mm con un intercalare (tipicamente 0,38 mm di PVB); 44.2 indica due lastre da 4 mm con intercalare da 0,76 mm; 66.2 due lastre da 6 mm con intercalare da 0,76 mm.
Lo spessore dell'intercalare non è un dettaglio secondario. Intercalari più spessi aumentano la resistenza contro vandalismo e intrusioni: un PVB da 1,52 mm offre una tenacità alla lacerazione sensibilmente superiore rispetto allo 0,38 mm standard. L'ionoplast SGP, usato in prodotti come SentryGlas, aggiunge rigidezza strutturale e prestazioni antieffrazione superiori al PVB in stratigrafie equivalenti, mantenendo anche migliori performance alle alte temperature.
Il peso è la variabile che più spesso sorprende chi sceglie uno spessore elevato senza verificare il telaio. Una lastra 66.2 pesa circa 32 kg/m²: su una finestra da 1,2 × 1,4 m significa oltre 53 kg di vetro. Le cerniere standard di un infisso residenziale reggono tipicamente 80–120 kg per anta; superare questo limite accelera l'usura e può compromettere la tenuta all'aria e all'acqua nel tempo. Per calcoli strutturali precisi, il modello EET (Enhanced Effective Thickness) traduce la lastra stratificata in spessori equivalenti utili per la verifica di tensioni e deflessioni.

Un consiglio: prima di scegliere la stratigrafia, chiedi al posatore la portata massima delle cerniere del tuo infisso. Sovradimensionare il vetro senza verificare il telaio è uno degli errori più costosi da correggere a posteriori.
Normative e certificazioni da conoscere prima dell'acquisto
Tre norme strutturano il quadro tecnico-normativo del vetro stratificato in Italia.
UNI 7697:2021 è la norma nazionale che prescrive criteri di sicurezza per la scelta del vetro in edilizia: indica dove è obbligatorio usare vetro di sicurezza (porte, finestre basse, lucernari, parapetti) e in quali situazioni il vetro temprato non è sufficiente.
EN 12600 definisce il metodo di prova a pendolo e le classi di resistenza agli urti accidentali. È la norma che certifica il comportamento "antinfortunistico".
EN 356 definisce prove e classi di resistenza agli attacchi deliberati (sfondamento e effrazione). È la norma che certifica il comportamento "antisfondamento" e "antieffrazione".
Cosa chiedere sempre al fornitore: il certificato di prova EN (non solo la dichiarazione del produttore), la scheda tecnica del vetro con stratigrafia dettagliata, la scheda tecnica dell'intercalare (tipo, spessore, produttore), e la dichiarazione di conformità CE. Senza questi documenti, qualsiasi affermazione sulle prestazioni è indimostrabile.
Checklist documentale per il sopralluogo:
- Certificato di prova EN 356 e/o EN 12600 rilasciato da laboratorio accreditato
- Scheda tecnica del vetro con stratigrafia (lastre + intercalare)
- Scheda tecnica dell'intercalare (PVB, SGP o altro) con produttore e spessore
- Dichiarazione di conformità CE del prodotto finito
- Eventuale relazione di calcolo strutturale (per grandi formati o carichi particolari)
La norma EN 12600 e EN 356 classificano i vetri rispettivamente per impatto accidentale e attacchi deliberati: verificare che il certificato riporti la classe specifica e non una generica "conformità alla norma" è la prima cosa da controllare.
Come leggere le prestazioni: impatto accidentale, sfondamento ed effrazione
Capire cosa misura ciascun test aiuta a scegliere la classe giusta senza sovradimensionare.
La prova EN 12600 usa un pendolo a doppio pneumatico che simula il corpo umano in caduta: misura quanto il vetro resiste prima di rompersi e come si comporta alla rottura (frammenti grandi o piccoli, lastra integra o no). Non misura la resistenza a un attacco intenzionale.
La classe EN 356 è quella che conta per la sicurezza domestica contro i furti. Una P4A significa che il vetro ha resistito a 9 impatti di una sfera d'acciaio da 4,11 kg caduta da 9 metri. Un tentativo di sfondamento con un calcio o un oggetto contundente non supera generalmente la P3A; uno scasso con attrezzo da lavoro richiede almeno P5A per essere contrastato efficacemente.
Esempi pratici per scenari abitativi:
- Appartamento al piano terra in zona urbana: P3A o P4A con stratigrafia 44.2 o 55.2 è una scelta equilibrata. Aggiunge un ostacolo concreto senza appesantire eccessivamente il serramento.
- Villa isolata o seconda casa: P5A con SGP offre resistenza a utensili per almeno 1 minuto, tempo sufficiente a scoraggiare la maggior parte dei tentativi di effrazione opportunistici.
- Negozio o ufficio con vetrina: P6B o superiore, abbinato a un telaio rinforzato, è lo standard minimo per ambienti commerciali esposti.
- Lucernario o vetrata inclinata: la priorità è l'antinfortunistico (1B1) per contenere i frammenti in caso di rottura accidentale; la classe antieffrazione è secondaria.
Il vetro stratificato può essere adattato a qualsiasi di questi scenari variando lastre e intercalari, senza cambiare l'aspetto esteriore della vetrata.
Prestazioni acustiche e termiche: stratificato, intercalari speciali e vetrocamera
Il vetro stratificato standard migliora già l'isolamento acustico rispetto al vetro monolitico di pari spessore, perché l'intercalare smorzava le vibrazioni. Con un PVB acustico dedicato, il miglioramento diventa significativo.
STADIP SILENCE di Saint-Gobain è l'esempio più noto: utilizza un PVB acustico che, secondo i test citati dal produttore, può migliorare l'isolamento acustico di circa 6 dB con una lastra singola e fino a 7 dB quando si usano due lastre STADIP SILENCE in vetrocamera con PVB da 0,76 mm. Sei decibel corrispondono a una riduzione percepita del rumore di circa la metà: un risultato rilevante per chi abita vicino a strade trafficate o ferrovie.
Combinare stratificato acustico e vetrocamera è la scelta più efficace per chi vuole sicurezza antisfondamento e isolamento acustico nello stesso serramento. La vetrocamera aggiunge anche prestazioni termiche (basso emissivo, gas argon), senza compromettere la classe EN 356 del vetro stratificato interno.
L'intercalare SGP, pur essendo ottimizzato per la resistenza meccanica, non offre le stesse prestazioni acustiche del PVB acustico. Se la priorità è il comfort sonoro in un'abitazione a rischio medio, un 44.2 con PVB acustico in vetrocamera è spesso preferibile a un 66.2 con SGP, che pesa di più e costa di più senza aggiungere benefici acustici proporzionali.
Il STADIP SILENCE è disponibile anche in configurazione vetrocamera e in grandi formati, compatibile con la maggior parte dei profili in alluminio e legno. Questo lo rende adatto sia a finestre residenziali che a facciate continue.
Posa, limiti strutturali e compatibilità con gli infissi
Una vetrata certificata P4A installata male può non raggiungere nemmeno le prestazioni di una P2A. La posa è parte integrante della prestazione dichiarata.
- Verifica la portata del telaio e delle cerniere prima di scegliere la stratigrafia. Ogni produttore di profili indica la portata massima per anta; superarla invalida la garanzia e riduce la durata dell'infisso.
- Rispetta le tolleranze perimetrali (gioco tra vetro e falso telaio): tipicamente 3–5 mm per lato, con guarnizioni elastiche che permettono la dilatazione termica senza trasmettere tensioni alla lastra.
- Usa sigillanti compatibili con il tipo di intercalare. Alcuni solventi presenti in sigillanti a base acetica attaccano il PVB nel tempo, riducendo l'adesione all'intercalare.
- Controlla la profondità di incassamento (battuta): per vetri antisfondamento, una battuta minima di 15–20 mm è necessaria per garantire il contenimento della lastra sotto impatto.
- Non forare il vetro stratificato in cantiere senza specifiche del produttore: le forature devono essere eseguite prima della stratificazione o con attrezzature dedicate, altrimenti si innescano cricche che riducono la resistenza.
- Verifica l'allineamento delle ante dopo la posa: un'anta che sfrega o non chiude correttamente trasmette tensioni asimmetriche alla lastra, creando punti di debolezza.
Un consiglio: chiedi al posatore di mostrarti il certificato di posa o la formazione specifica su vetri di sicurezza. La posa di vetri antisfondamento richiede competenze diverse rispetto alla vetratura standard, e non tutti i vetrai sono attrezzati per farlo correttamente.
Prezzi indicativi e fattori che influenzano il costo
Il costo di una vetrata antisfondamento dipende da più variabili che si sommano: stratigrafia, dimensioni, tipo di intercalare, eventuale vetrocamera, lavorazioni aggiuntive (tempra, forature, bordi molati), trasporto e posa.
Un preventivo senza stratigrafia dettagliata non è comparabile. Due offerte con lo stesso prezzo al metro quadro possono nascondere stratigrafie diverse, intercalari di qualità differente o escludere la posa. Chiedi sempre la specifica completa prima di confrontare i numeri.
Le fasce di prezzo per vetrate antisfondamento variano in funzione di questi fattori principali:
- Stratigrafia e intercalare: un 33.1 con PVB standard costa sensibilmente meno di un 66.2 con SGP. L'intercalare ionoplast può incidere per il 20–40% sul costo del vetro rispetto al PVB equivalente.
- Vetrocamera: aggiungere una camera con gas argon e lastra basso emissiva aumenta il costo del vetro del 30–60% rispetto alla lastra singola, ma migliora le prestazioni termiche e acustiche in modo significativo.
- Lavorazioni: tempra delle lastre, forature per ferramenta, bordi bisellati o molati aggiungono costo e tempo di produzione.
- Posa e smaltimento: la rimozione del vecchio vetro e lo smaltimento certificato incidono sul totale, spesso per 20–40 € al metro quadro a seconda dell'accessibilità.
- Dimensioni e formato: lastre fuori standard richiedono tagli speciali e aumentano gli scarti di produzione.
Per un'installazione residenziale tipica (finestra singola, stratigrafia 44.2 in vetrocamera, classe P3A), il costo complessivo comprensivo di posa si colloca generalmente tra 150 e 350 € al metro quadro, con variazioni significative in base alla zona geografica e al fornitore. Per classi superiori (P5A–P6B con SGP) o formati grandi, i prezzi salgono proporzionalmente.
Checklist pratica: come scegliere il vetro stratificato per la tua finestra
Domande da fare al fornitore
- Quale stratigrafia proponi e perché è adatta al mio caso?
- Il prodotto è certificato EN 356 e/o EN 12600? Puoi fornire il certificato di laboratorio accreditato?
- Che tipo di intercalare usi (PVB, PVB acustico, SGP)? Qual è il produttore e lo spessore?
- Il telaio esistente regge il peso della stratigrafia proposta?
- La posa include verifica delle tolleranze e sigillatura con prodotti compatibili?
- Qual è la garanzia sul vetro e sulla posa?
Criteri di selezione
- Obiettivo primario: sicurezza personale (antinfortunistico, EN 12600) o protezione da effrazione (EN 356)?
- Livello di rischio: piano terra in zona urbana, villa isolata, locale commerciale?
- Limiti strutturali: portata cerniere, profondità battuta, tipo di profilo?
- Prestazioni aggiuntive: isolamento acustico (PVB acustico, vetrocamera), controllo termico (basso emissivo)?
- Budget: stratigrafia minima adeguata al rischio, senza sovradimensionare.
Segnali d'allarme da non ignorare
- Offerta senza specifica della stratigrafia o senza certificati EN allegati.
- Prezzo molto basso senza spiegazione della stratigrafia: spesso indica PVB sottile o lastre di qualità inferiore.
- Posatore che non verifica il telaio prima di proporre lo spessore.
- Dichiarazione generica "è vetro di sicurezza" senza indicazione della classe EN.
- Mancanza di documentazione CE sul prodotto finito.
Perché affidarsi a un produttore e posatore qualificato
La scelta del vetro antisfondamento non si esaurisce nella specifica tecnica: la prestazione dichiarata si raggiunge solo se il vetro giusto è installato nel telaio giusto, con la tecnica giusta.
Un fornitore qualificato porta valore in ogni fase: verifica strutturale del telaio esistente, selezione della stratigrafia adeguata al rischio reale (non al massimo disponibile), fornitura con certificati EN verificabili, posa con tolleranze corrette e sigillanti compatibili, e assistenza post-vendita in caso di problemi.
L'esperienza sul campo si misura in installazioni completate, non in cataloghi. Chiedere referenze e casi reali — preferibilmente con foto e documentazione tecnica — è il modo più diretto per valutare un fornitore prima di firmare un contratto.
Tomellini opera nel settore dei serramenti dal 1978 e ha installato oltre 80.000 serramenti tra finestre, porte, portoni e facciate continue. Questa esperienza si traduce in una capacità di verifica strutturale che va oltre la semplice fornitura del vetro: ogni progetto parte dall'analisi del telaio, dei carichi e delle esigenze specifiche dell'ambiente, per arrivare a una soluzione che funziona nel tempo. Puoi consultare le certificazioni aziendali per verificare gli standard di qualità adottati.
Una prospettiva pratica sulla scelta del vetro antisfondamento
Il mercato del vetro di sicurezza è pieno di offerte che sembrano equivalenti sulla carta ma divergono nella realtà. La tentazione di scegliere la classe più alta disponibile è comprensibile, ma spesso controproducente: un P8B su una finestra residenziale standard non solo è inutile, ma può danneggiare il telaio e le cerniere in pochi anni, annullando qualsiasi vantaggio di sicurezza.
La priorità corretta è questa: prima la sicurezza personale (contenimento frammenti, EN 12600), poi la protezione dei beni (effrazione, EN 356), infine il comfort acustico e termico. Nella maggior parte delle abitazioni, una stratigrafia 44.2 o 55.2 con PVB da 0,76 mm in vetrocamera, certificata P3A o P4A, copre tutti e tre gli obiettivi senza sovraccaricare il serramento.
Quando richiedere una consulenza tecnica? Sempre, se il formato supera 1,5 × 2 m, se il vetro è inclinato o orizzontale, se il telaio è vecchio o non certificato per vetri pesanti, o se la classe richiesta è P5A e superiore. In questi casi, una relazione di calcolo strutturale non è un lusso: è la differenza tra una vetrata che funziona e una che cede al primo impatto.
Tomellini: dalla consulenza tecnica alla posa certificata
Chi ha letto questa guida sa già cosa chiedere a un fornitore. Il passo successivo è trovarne uno che sappia rispondere con dati, non con promesse.

Tomellini produce e installa serramenti in alluminio, legno e acciaio con vetri stratificati antisfondamento selezionati in base all'analisi del rischio reale di ogni ambiente. Il percorso inizia con un sopralluogo tecnico: verifica del telaio, valutazione dei carichi, scelta della stratigrafia e dell'intercalare più adatti. La fornitura include certificati EN verificabili, schede tecniche complete e posa con tolleranze e sigillanti corretti. Per vetrate a tutta altezza o facciate continue, il team tecnico gestisce anche i calcoli strutturali necessari.
Oltre 80.000 serramenti installati dal 1978 sono la misura concreta di questa competenza. Puoi vedere alcuni dei progetti realizzati per farti un'idea delle soluzioni adottate in contesti residenziali e commerciali. Per ricevere un preventivo dettagliato con stratigrafia specificata e verifica strutturale inclusa, richiedi un sopralluogo direttamente online.
FAQ
Qual è la differenza tra vetro stratificato antisfondamento e vetro antieffrazione? Il termine "antisfondamento" si riferisce generalmente alla resistenza agli impatti (EN 356, classi P1A–P4A), mentre "antieffrazione" indica la resistenza ad attacchi con utensili (EN 356, classi P5A–P8B). Nella pratica commerciale i due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile, ma la classe EN sul certificato è l'unico dato che conta.
Il vetro stratificato è obbligatorio per le finestre? La norma UNI 7697:2021 prescrive l'uso di vetro di sicurezza in specifiche situazioni: finestre con bordo inferiore a meno di 60 cm dal pavimento, lucernari, porte vetrate, parapetti e vetrate inclinate. Per le finestre standard a un'altezza normale, non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato in presenza di bambini o in zone a rischio effrazione.
Posso installare vetro stratificato antisfondamento su un infisso esistente? Sì, ma solo dopo aver verificato che il telaio e le cerniere reggano il peso della nuova stratigrafia. In molti casi, un infisso vecchio progettato per vetro da 4 mm non è adatto a una lastra 44.2 o superiore senza rinforzi o sostituzione delle cerniere.
Quanto dura il vetro stratificato antisfondamento? Con una posa corretta e sigillanti compatibili, la durata è comparabile a quella del serramento: 20–30 anni o più. La delaminazione (separazione tra lastra e intercalare) è rara con prodotti di qualità, ma può verificarsi se il vetro è esposto a umidità persistente ai bordi per sigillature difettose.
Il PVB si deteriora nel tempo? Il PVB è stabile in condizioni normali di utilizzo. Il rischio principale è l'ingiallimento per esposizione prolungata ai raggi UV senza protezione, e la delaminazione ai bordi in presenza di umidità. I prodotti di qualità includono trattamenti anti-UV e bordi sigillati che prevengono questi fenomeni.
Cosa significa "vetrocamera con stratificato"? È una vetrata composta da almeno due lastre separate da una camera d'aria o gas (argon), dove almeno una delle lastre è stratificata. Combina le prestazioni antisfondamento dello stratificato con l'isolamento termico e acustico della vetrocamera. È la soluzione più completa per finestre residenziali che devono soddisfare più requisiti contemporaneamente.
Fonti
Le norme e le fonti richiamate in questa guida sono verificabili direttamente presso gli enti di normazione e i produttori citati.
Per leggere un certificato di prova EN: verifica che riporti il nome del laboratorio accreditato (accreditamento ACCREDIA o equivalente europeo), la norma di riferimento (EN 356 o EN 12600), la classe ottenuta e la stratigrafia esatta testata. Un certificato che non specifica la stratigrafia non è applicabile al prodotto che stai acquistando.
- Vetro sicurezza — Assovetro
- STADIP SILENCE® Vetro stratificato acustico By Saint-Gobain Glass — Archiproducts
- Vetro stratificato — Guardian Glass
- Spessori equivalenti vetri stratificati EET — Vitrumsapiens
Per approfondimenti normativi, i testi ufficiali di UNI 7697:2021, EN 356 e EN 12600 sono disponibili tramite UNI (Ente Italiano di Normazione) e CEN (Comitato Europeo di Normazione).
